mercoledì 25 luglio 2012

Inail: 2000 Euro all’operaio morto, 18 miliardi allo Stato




L’Italia questo anno avrà il record di morti sul lavoro, in barba ai dati dell’Inail che danno le morti anno dopo anno in diminuzione, come abbiamo spiegato nella nostra inchiesta per L’Espresso “Morti sul lavoro, le cifre vere“. Un paese come il nostro che propone la norma salva-manager, un paese dove Confindustria applaude Espenhahn appena condannato a 16 anni per l’omicidio degli operai nel rogo della Thyssenkrupp, un paese dove i capannoni crollano sopra le teste degli operai in Emilia per una legge antisismica sbagliata. Un paese così valuta la vita di chi lavora come fosse niente.
E lo dimostrano i 1.936 euro e 80 centesimi che l’Inail ha dato a Paola Armellini (sopra nel video), madre di Matteo Armellini, operaio di 31 anni morto sotto il palco di Laura Pausini a Reggio Calabria. Il Direttore generale dell‘Inail, Giuseppe Lucibello spiega che questi soldi: “Non sono un risarcimento ma un anticipo dell’assegno funerario. La retribuzione molto bassa del ragazzo non consente di immaginare risarcimenti consistenti”. Matteo, non avendo moglie e figli e non contribuendo al mantenimento della madre ha diritto al solo rimborso delle spese funerarie.
Eppure, questo dei risarcimenti è un problema ricorrente, come ci spiega l’operaio di Firenze Marco Bazzoni, che da sempre si batte per la sicurezza sul lavoro: “L’Inail ha un tesoretto derivante dagli avanzi di bilancio annuale, che è arrivato alla cifra di ben 18,5 miliardi di euro, depositati in un conto infruttifero del Tesoro. Vengono utilizzati dallo Stato per ripianare i debiti. Questi soldi dovrebbero essere utilizzati per aumentare le rendite da fame agli invalidi sul lavoro, per aumentare le rendite ai superstiti sul lavoro, perché la vita di un operaio non venga più valutata solo 1936,80 euro”. Un paese dove accade questo vale anche meno.

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