venerdì 31 agosto 2012

Brescia antifascista respinge Casapound. Domani presidio


Brescia antifascista respinge Casapound. Domani presidio













Importante mobilitazione antifascista, a Brescia, contro il tentativo di "insediamento" di Casapound, che vorrebbe aprire un "covo" in zona.

Comunicato stampa della Rete Antifascista
Casa Pound: aggressioni e assassinii
I fascisti di sempre, dopo aver perpetrato aggressioni in tutta Italia (l'ultima delle quali, solo in ordine cronologico, il 14 luglio scorso a Viterbo, nei confronti di Filippo Rossi, stretto collaboratore di Gian Franco Fini, direttore del quotidiano on-line “Il futurista” e di un festival letterario denominato “Caffeina”) e assassinii (il 13 dicembre 2011 a Firenze, GianLuca Casseri, militante dell'organizzazione fascista, spara contro alcuni lavoratori senegalesi uccidendone due e ferendone altri tre) tentano di ricostituire anche in provincia di Brescia (dopo essere stati cacciati da via Apollonio) una base per organizzare simili iniziative.
Sabato 1 settembre, il capo-banda GianLuca Iannone (pluricondannato), vorrebbe inaugurare un 'covo' a S. Vigilio di Concesio.
Per impedire e chiudere subito questo avamposto di aggressioni antidemocratiche
PRESIDIO ANTIFASCISTA

Brescia antifascista respinge Casapound. Domani presidio:

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Intervista minatore Carbosulcis Nuraxi Figus 30 08 12

giovedì 30 agosto 2012

Poveriera Italia, intervista ad Antonio Mazzeo

Immigrati stagionali in Piemonte"Abitazioni peggio che a Rosarno"



Nelle campagne di Saluzzo, provincia di Cuneo, sono centinaia i braccianti africani impiegati nella raccolta della frutta. Nonostante siano in regola coi documenti, molti di loro dormono sui cartoni in un parco in condizioni estreme: "Come a Rosarno"

mercoledì 29 agosto 2012

#OCCUPYBIENNALE SUPPORT PUSSY RIOT 29/08/2012 VENEZIA




BLITZ AL PADIGLIONE RUSSO NEI GIARDINI DELLA BIENNALE DI ARCHITETTURA.
Occupy Biennale in solidarietà alle Pussy Riot

Cindy Corrie speaks to Al Jazeera #RememberRachel

Libero Grassi imprenditore ucciso dalla Mafia



“Non sono pazzo, non mi piace pagare. Io non divido le mie scelte con i mafiosi”. È l’11 aprile 1991 e in diretta tv Libero Grassi, industriale tessile proprietario della Sigma di Palermo, racconta la sua vicenda d’imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo alla mafia. Il caso varca i confini della Sicilia e diventa di dominio nazionale.Il 29 agosto alle 7.30 muore in un agguato per mano di Salvo Madonia, figlio del boss del quartiere San Lorenzo. Lo ammazza perché può essere un “cattivo esempio” per gli altri commercianti. Potrebbero alzare la testa anche loro. Libero Grassi quella mattina di vent’anni fa viene ucciso due volte: da Cosa nostra e dall’indifferenza dei suoi colleghi imprenditori. Lo hanno lasciato solo e sopportato con fastidio.Poi arriva il 1992, con le stragi di Capaci e via D’Amelio. L’indignazione popolare divampa. Per un po’ la reazione sembra sopita ma gradualmente i commercianti palermitani escono dall’angolo, si alleano e seguendo l’esempio di Libero Grassi denunciano gli estortori. Nasce Addio Pizzo e poi l’associazione antiracket Libero Futuro. Ci sono i processi e le condanne. La strada è in salita, ma ormai non si può più tornare indietro.Il seme della ribellione di Libero Grassi è germogliato. Perché se “un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, un popolo che ritrova la sua dignità è più forte di qualsiasi mafia

lunedì 27 agosto 2012

Isernia: l’ordine pubblico protegge Casapound e condanna gli antifascisti

Isernia: l’ordine pubblico protegge Casapound e condanna gli antifascisti



















Incredibilmente, il Tribunale di Isernia ha condannato a una settimana di carcere - poi tramutata in multa - sette attivisti che nel settembre dello scorso anno contestarono una iniziativa dei fascisti di Casapound intonando 'Bella Ciao'.


Mentre partecipavano ad una manifestazione di protesta contro una iniziativa di Casapound – i ‘fascisti del terzo millennio’, per loro stessa ammissione – hanno deciso di intonare Bella Ciao. Venerdì il Tribunale del capoluogo molisano li ha voluti ‘omaggiare’ di una settimana di carcere, convertita poi in una multa di 1350 euro a testa, condannandoli per ‘manifestazione non autorizzata’. Le vittime dell’incredibile vicenda sono sette attivisti di diverse organizzazioni aderenti al Comitato Antifascista del Molise che il 29 settembre del 2011 avevano promosso un sit in per contestare la concessione di una Sala della Provincia ai fascisti da parte dell’amministrazione. Non è chiaro su cosa si sia basata la magistratura per punire i contestatori, visto che il sit in era stato autorizzato verbalmente dai responsabili dell’ordine pubblico.

I Pm Federico Scioli e il Gip Maria Luisa Messa hanno utilizzato contro i manifestanti un reato contemplato nel Regio Decreto 773/1931, in pieno regime fascista, contestando agli attivisti il fatto che il sit in fosse stato autorizzato a notevole distanza dalla sala della Provincia mentre i sette si sarebbero avvicinati troppo per intonare Bella Ciao.

Denuncia Italo di Sabato, Segretario regionale di Rifondazione Comunista del Molise e curatore del sito “Osservatorio contro la Repressione”, quella di Isernia è la “stessa Procura che ha archiviato gli esposti contro la riorganizzazione e l’apologia del fascismo” di un'organizzazione attiva sul territorio isernino dal nome “Fascismo e Libertà”.

Inoltre, raccontano al Comitato Antifascista, la locale Prefettura non solo non si era degnata di rispondere alle organizzazioni di sinistra che pretendevano l’annullamento della presentazione del libro da parte del gruppo di estrema destra, ma si era preoccupata di proteggerne lo svolgimento attraverso un imponente dispositivo di sicurezza che coinvolgeva decine di poliziotti, finanzieri e carabinieri in assetto antisommossa.

 


Di seguito la denuncia di Italo Di Sabato:

Succede a Isernia, città medaglia d’oro alla resistenza, che il 29 ottobre 2011 l’organizzazione neofascista Casapound organizza nella sala gialla della Provincia la presentazione di un libro….. Succede che Questore e Prefetto di Isernia, nonostante le proteste dell’Anpi e di organizzazioni politiche e sociali, e incuranti della legge 20 giugno 1952, n. 645 che sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche», concedano l’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione dei “fascisti del III millennio” e militarizzano e blindano la città di Isernia con centinaia di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa…… Succede che cittadini democratici offesi dalla presenza dei neofascisti organizzino un presidio intonando “Bella Ciao”…. Succede che a distanza di 10 mesi dall’accaduto a sette antifascisti viene recapitata una condanna di decreto penale da parte della Procura di Isernia perché: "intonavano lungo via Graziani in prossimità del palazzo della provincia slogan del tipo <<il molise è antifascista>> ed intonando la canzone <<Bella Ciao>>"….. Quella stessa Procura che ha archiviato  gli esposti contro la riorganizzazione e l’apologia del fascismo (  un anno fa è stata archiviava una dettaglia denuncia presentata dal sottoscritto a danno di un organizzazione che opera sul territorio isernino e che si denomina “Fascismo e Libertà”) “ritrovi” un articolo del codice penale (artt. 110 c.p., 18 comma 5 Regio Decreto 773/1931) per avviare un procedimento penale… in poche parole “rispolverano” un vecchio articolo del codice penale approvato dal regime fascista nel 1931, per condannare gli antifascisti che cantavano un  inno di libertà come “Bella Ciao” e che difendevano con un presidio nonviolento le norme della Costituzione Repubblicana nata dai valori dell’Antifascismo…. Ora a fronte di tutto ciò non può che sollevarsi una forte e ferma indignazione contro questi “rappresentanti dello Stato Democratico” che con il loro comportamento hanno legittimato  ideologie e culture che sono al bando per legge nel nostro paese e che tali devono rimanere, L’autorizzazione alla manifestazione fascista e il decreto di condanna penale emessa dalla Procura della Repubblica di Isernia  rischiano di creare un pericoloso precedente in cui l’aggregazione fascista, nazista e razzista viene messa allo stesso piano della radicalità espressa da esperienze di autorganizzazione sociale e partecipazione democratica. La condanna agli antifascisti deve offrire una occasione di incontro e di discussione a tutti coloro che hanno colto la gravità del problema. C’è bisogno di dare una risposta politica forte e chiara al rigurgito fascista e all’ulteriore tentativo di sdoganamento e legittimazione da parte delle autorità competenti. Mobilitiamoci allora! La più concreta e viva solidarietà agli antifascisti condannati. Diciamo basta all'indifferenza di chi ritiene che movimenti che, si ispirano chiaramente al ventennio più buio della nostra storia, possano avere legittima cittadinanza politica nel nostro paese, con la complicità delle Istituzioni. Svegliamoci! Per difendere tutti insieme le nostre idee, i nostri diritti, i nostri spazi.

O capitano! Mio capitano!… | "Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno." [Oscar Wilde]:

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Marocco. Sul monte Alebban, per una battaglia di dignità



Da un anno gli abitanti di Imider denunciano lo stato di indigenza in cui si trovano e manifestano quotidianamente contro lo sfruttamento delle risorse naturali presenti nella regione (sud-est). Nemmeno arresti e condanne sembrano poter intaccare la determinazione del villaggio ribelle
continua a leggere http://www.osservatorioiraq.it/marocco-sul-monte-alebban-per-una-battaglia-di-dignit%C3%A0

sabato 25 agosto 2012

NON DIMENTICHIAMO RACHEL #RememberRachel


ImmagineAPPELLO ALL’AZIONE

Seguire il verdetto nel caso Rachel Corrie
In Israele – 28 agosto !
12 agosto 2012
Cari amici,
i Corries sono in viaggio per Haifa per il verdetto della loro causa civile
Facciamo appello a vostre azioni di sostegno. Per 10 anni, avete ricordato Rachel Corrie e avete seguito il lavoro della sua famiglia e di molti altri per stabilire le responsabilità e ottenere giustizia. Voi siete stati a fianco dei Corries quando il governo israeliano ha negato la responsabilità per l’omicidio di Rachel dell’esercito israeliano nel 2003. Voi siete stati a fianco dei Corries quando il governo USA é stato molto inefficace, malgrado la scoperta che l’inchiesta di polizia dell’esercito israeliano sull’omicidio di Rachel non avesse risposto alla regola di essere «minuziosa, credibile e trasparente». Cercando tutti i mezzi possibili per arrivare alla trasparenza e alla responsabilizzazione, e su consiglio del governo USA, la famiglia Corrie ha iniziato una causa civile contro il Ministero della Difesa e lo Stato di Israele.
Ora, a circa 2 anni e mezzo da quando è cominciato il processo presso la Corte del distretto di Haifa, vi chiediamo di restare a fianco dei Corries: il verdetto è  annunciato per il mattino del 28 agosto nell’aula delle udienze del giudice Oded Gershon.
Noi tutti, alla Fondazione Rachel Corrie speriamo che la conclusione porterà qualche misura di giustizia per l’assassinio di Rachel; ma in ogni caso, la lotta più ampia per la giustizia e i diritti continua. Ispirati dall’azione di Rachel e dalla sua convinzione che tutti gli Israeliani e tutti i Palestinesi meritano di vivere in pace nella dignità e nell’uguaglianza, noi continuiamo ad impegnarci:
· per cercare una pace giusta in Medio Oriente e porre fine all’occupazione israeliana di 45 anni in Cisgiordania, a Gaza e a Gerusalemme Est;
· per dare visibilità all’oppressione ma anche alla resistenza degli abitanti di Gaza e di tutti i Palestinesi;
· per attirare l’attenzione sulla responsabilità che tutti abbiamo per le ingiustizie e le violazioni dei diritti umani che continuano in Palestina e in particolare le colpe delle imprese americane e dei contribuenti USA;
· per mettere fine all’immunità di Israele per quanto concerne le violazioni dei diritti umani, compresa la demolizione delle case.
La politica israeliana di demolizione delle case, che arriva a volte a distruggere interi villaggi, resta una questione urgente come lo era quando Rachel difendeva le case e Rafah, Gaza.
I Palestinesi a Gerusalemme, nella Valle del Giordano e nelle colline di Hebron vivono sotto la minaccia (o realtà) quotidiana  di aver confiscata o ridotta in macerie la loro casa. 1.000 case sono state distrutte nel 2011, e il piano Prawer, approvato dal governo israeliano nel settembre 2011 comporterà uno spostamento forzato supplementare di 70.000 persone. Ci appelliamo a voi, individualmente e alle organizzazioni per caratterizzare la settimana del verdetto del processo con azioni per mettere fine alla demolizione di case che nega ai Palestinesi il diritto umano elementare di stare in sicurezza nelle loro case.
Per chi sta in Palestina/Israele :
Noi ci ispiriamo al lavoro incredibile dei militanti israeliani e palestinesi per contestare le demolizioni e le confische di case. Incoraggiamo tutte le azioni organizzate questa settimana del verdetto a includere la memoria e lo spirito di Rachel. Scriveteci l’azione che farete e noi la metteremo sul nostro sito Internet.
Inviate le foto e i video della vostra azione a  info@rachelcorriefoundation.org.
Per informazioni su azioni future, contattate Jen su: donkeysaddle@gmail.com.
Per chi si trova in altre parti del mondo:
Incoraggiamo anche voi a far prova di creatività per prendere posizione ora contro la demolizione di case. Scriveteci l’azione che farete e noi la metteremo sul nostro sito Internet. Inviate foto e video delle vostre azioni ainfo@rachelcorriefoundation.org.
Invitiamo tutti i nostri amici e sostenitori a condividere le riflessioni sulla posizione di Rachel su Twitter con l’hashtag #RememberRachel.
Possiamo cogliere questo momento insieme. Si può raccontare la storia di Rachel. Soprattutto, si può lanciare il suo messaggio di uguaglianza e diritti umani e il suo appello a por fine alla demolizione delle case e all’occupazione israeliana!
Grazie per il vostro sostegno nel costruire insieme il movimento globale per i diritti umani dei palestinesi!
Il personale e il consiglio d’amministrazione
Fondazione Rachel Corrie per la Pace e la Giustizia – Olympia, Washington
http://www.facebook.com/rcfoundation

venerdì 24 agosto 2012

Freedom not Fear 2012 trailer fnf12 call to protest



Come to Brussels: September, 14th-17th, 2012
More Information at www.freedomnotfear.org

INCHIESTA : LA FABBRICA DELL'ORO di Gianluca Martelliano



L'inchiesta di Gianluca Martelliano si occupa del caso dell'inceneritore di Case Rosse, a Roma, di fronte al quale hanno costruito un asilo nido e centinaia di unità abitative. L'impianto, di proprietà del colosso mondiale BASF, brucia sostanze chimiche a base di metalli preziosi (platino e palladio). Si trovava nel bel mezzo del nulla, poi, nel 1998, sono stati cambiati i piani di zona e nel 2006 sono stati realizzati appartamenti a 68 metri dallo stabilimento. Dal 2008 è stato aperto un asilo nido. Qualche settimana fa c'è stato un blitz della polizia municipale.

La Siria brucia e L'Occidente sta a guardare

Aggressione squadrista, Ascoli contro Casapound

Aggressione squadrista, Ascoli contro Casapound



Un ragazzo perde un occhio durante la notte di San Lorenzo, arrestato ma subito rilasciato un simpatizzante di Casapound. Ma il cerchio si stringe intorno agli uomini di Iannone.
Venerdì dieci agosto, San Lorenzo, notte di nasi all'insù per guardare le stelle cadenti. Ad Ascoli Piceno va in scena la notte bianca, tutti alzati fino a tardi, negozi aperti e attrazioni da sagra di paese per quelli che non vanno al mare. 
E' passata l'una di notte quando una quindicina di persone passano davanti a una sala giochi del centro ed entrano in collisione con altri ragazzi che stavano passando lì la serata. Scatta il parapiglia. Qualche “zecche di merda” di troppo, pare. Scene da cavalleria rusticana moderna: botte, cazzotti, panche degli stand che volano, cinghiate e bottiglie di vetro. La faccenda, comunque, si risolve nello spazio di un respiro e i quindici tornano velocemente da dove erano venuti. Passano i minuti, i quindici sono diventati il doppio e davanti alla sala giochi la situazione torna a farsi incandescente, anche se dall'altra parte non c'è più nessuno, solo uno sparuto gruppo di persone che non aveva partecipato alla scazzottata andata in scena qualche momento prima e che era lì solo per capire cosa fosse successo. Ma la volontà di imbastire un secondo round è troppa e allora la tensione risale alle stelle. R.V., 32 anni, si porta le mani al volto. Il sangue schizza, all'ospedale gli diranno che per il suo occhio sinistro non c'è nulla da fare. Secondo alcuni testimoni, prima di prendere il colpo in faccia, l'uomo sarebbe stato colpito anche da un sampietrino.
Il pomeriggio del giorno successivo, la Digos arresta F.S.S., 34 anni, sospettato di aver colpito R.V. con una bottiglia rotta e di avergli in questo modo causato la perdita di un occhio. La notizia fa il giro della città: “Hanno arrestato uno di Casapound”. L'associazione, dal canto suo, però smentisce: “la persona arrestata non è un nostro iscritto. E' stato un episodio isolato che nulla ha a che fare con noi”. Sarà, ma diversi testimoni hanno dichiarato che tra gli aggressori non erano in pochi quelli con le magliette di Casapound e su Facebook le foto di R.S.S. dietro striscioni inequivocabili o con la pettorina dei “fascisti del terzo millennio” in missione tra i terremotati dell'Abruzzo sono già un cult. 
Intanto, le indagini proseguono: la Digos sta sentendo decine di persone “informate sui fatti” e quelli che si sono dichiarati presenti quella notte davanti alla sala giochi, ricevono in premio una denuncia per rissa. Tutto questo mentre R.S.S., dopo aver passato un paio di notti in carcere, è stato spedito ai domiciliari con la possibilità di uscire durante le ore diurne per andare a lavorare. La ricostruzione degli eventi intanto si arricchisce di nuovi elementi: alcuni hanno dichiarato che gli aggressori indossavano le magliette di Casapound e, addirittura, c'è chi dice di aver riconosciuto alcuni esponenti romani del gruppo, accorsi per incontrarsi con i camerati ascolani al Bolide, il loro locale futurista che aveva organizzato una “Notte Nera” da contrapporre a quella ufficiale organizzata dal Comune. Gli investigatori, poi, stanno cercando di capire da dove venissero le bottiglie di vetro – bandite dal Comune in occasione della Notte Bianca –, con i soli circoli privati che potevano disporne. 
Da quando è avvenuto il fattaccio, i figliocci di Iannone sono scomparsi sia dai loro blog sia dalle vie della città, anche se sottotraccia si lavora per evitare vendette e rappresaglie, oltre che per cercare di salvare la faccia, negando anche l'innegabile. 
Sul fronte politico, invece, a farsi sentire è stata solo Rifondazione Comunista che ha chiesto le dimissioni del sindaco Guido Castelli, uno che nei mesi scorsi non si è fatto scrupoli nell'appoggiare diverse sortite di Casapound, dalla targa di riconoscimento per aver spalato la neve, fino a diversi esponenti della sua giunta che hanno partecipato a incontri e dibattiti organizzati dall'associazione "di promozione sociale".
Altro fronte apertissimo è quello degli ultras, sempre più nervosi per la piega che stanno prendendo gli eventi da un paio d'anni a questa parte, cioè da quando Casapound ha fatto la sua apparizione in città e allo stadio: il recente arrivo di una bandiera degli Zeta Zero Alfa – il gruppo musicale di Iannone –, messa di fianco a uno stendardo della X Mas, ha fatto storcere il naso a molti.
Persino la città di Ascoli, scuotendosi un poco dalla sua tradizionale indolenza, comincia a nutrire qualche dubbio sui comportamenti di Casapound, sempre più nell'epicentro di un terremoto che potrebbe spazzarla via da un territorio che credeva di aver conquistato.

giovedì 23 agosto 2012

HERE'S TO YOU - Sacco e Vanzetti




Difficilmente dei personaggi anarchici hanno avuto tanta fama postuma come Sacco e Vanzetti. L'unooperaio, l'altro pescivendolo, dopo essere staticondannati a morte nel 1927, pur essendo palesemente innocenti, furono riabilitati solo nel 1977. Con il tempo sono divenuti l'emblema di una lotta politica soffocata nel sangue, e di una xenofobia imperante in un America satura di ondate migratorie.

Sacco e Vanzetti non furono eroi, ma nemmeno criminali. Furono uomini semplici, uomini dotati di ideali politici del tutto personali, uomini innocenti. Non si unirono alla criminalità organizzata che mieteva vittime tra le strade delle grandi città americane. Sacco manifestava insieme agli operai, nonostante lavorasse dieci ore al giorno, per sei giorni alla settimana. Chiedeva salari più alti e condizioni di lavoro accettabili.
Vanzetti protestò contro la Plymouth. Nessuno gli diede più lavoro, e decise di vendere pesci.
I due si conobbero nel 1916, insieme ad un altro compagno, Andrea Salsedo, fatto precipitare dal quattordicesimo piano del palazzo di giustizia quattro anni dopo: i due cercarono giustizia organizzando un comizio, e fu allora che vennero arrestati.

Saranno giustiziati sulla sedia elettrica sette anni dopo, vittime sacrificali di una lezione morale che l'America volle impartire a chi lottava.
 

martedì 21 agosto 2012

(HQ) Scott Mckenzie San Francisco (be sure to wear some flowers in your ...

Scontri tra ESMAD e Manifestanti della Minga per la liberaizone della Ma...



Sabato 13 agosto 2012. In località El Hobo, al kilometro 59 la Minga formata da indigeni e contadini del dipartimento del Huila, mobilitata per cacciare le multnazionali che saccheggiano il territorio (tra l'altro Emdesa dell'Enel italiana), riconsegnare la terra alle popolazioni e farla finita con la guerra, ha dovuto subire il duro attacco degli squadroni antisommossa della polizia colombana (ESMAD). Per oltre 5 ore contadini ed indigeni si sono difesi con bastoni e pietre da manganelli, gas lacrimogeni, granate piene di schegge metalliche, e persino da armi da fuoco. Alla fne della giornata i due poliziotti fatti prigionieri dai manifestanti sono stati scambiati con il contadino detenuto dalla polizia. Il saldo è di circa 30 feriti di cui 7 ESMAD

Girls going wild in red light district



So you think you will dance? Sometimes things are not what they seem. Men, women and children are trafficked - tricked, forced and exploited in the sex industry. Awareness campaign created by Duval Guillaume Modem and produced by monodot in support of STOP THE TRAFFIK. Visit http://www.stopthetraffik.org/to get involved. Music: a-shja by Raveyards vs. DJ Uinkxxx

TONY SCOTT TRIBUTE 1944 to 2012 RIP

giovedì 16 agosto 2012

16 agosto 1977 Muore la rockstar Elvis Presley

Communique#1



First Communique: INVISIBLE ARMY
From the Debtor's Jungle, Undisclosed Location We are the Invisible Army of Defaulters. We are millions. We are everywhere. We are your neighbors. We are your family. Your friends. We are the 99% We are going to bring this system to its knees. We can, because we wield the one power that all the armies of the world can never defeat: the power of refusal. This power has destroyed the mightiest empires the world has ever seen. All crumble and dissolve the moment enough people simply withdraw their consent. Not loudly. But quietly, covertly. The Roman Empire was destroyed not by barbarians, but by draft evasion, tax evasion, and desertion. Alexander and m foot-dragging and flight to endless acts of sabotage, that made the entire economic system based on slavery untenable. It was millions of acts of quiet refusal that rendered all the Soviet Union's tanks and missiles and secret police powerless. The same fate awaits the current system of mafia capitalism in America, an economic system driven by Wall Street CEOs who produce nothing, contribute nothing, who have bought our government and reduced it into a criminal enterprise whose main purpose is to support loan-sharking, gambling, extortion, and the slow reduction of every American citizen into debt peons. We cannot stop them through elections when both parties are bought and paid for. One thing we can do is to quietly withdraw our consent. And so we have done. By refusing to pay the money they claim we owe them. We may be doing so covertly, we may not yet dare to reveal our names and show our faces, but do not doubt for a moment that these millions of acts of refusal are, each and every one of them, acts of profound moral courage. All our lives we've been told to pay our debts. That it doesn't matter that the game is rigged and that it was set up by liars and criminals. We are well aware of the shame, the harassment, the legal threats, humiliation, the sheer physical violence they will unleash on us. We are willing to defy these threats, because in the end, we know there's something more powerful than fear: and that is the love we have for others. To be able to take care of our children, our friends, our families, the people that matter most to us, to learn, to teach, to foster, to give to our communities, is a value that no accountant can ever measure, that no government loan administrator or hedge fund manager can ever have the right to take away from us. Every dollar we take from a fraudulent subprime mortgage speculator, every dollar we save from the collection agency, is a tiny piece of our own lives and freedom that we can give back to our communities, to those we love and we respect. We are an army of lovers who cannot be defeated. We are laying the groundwork for another world.Napoleon's armies were stopped only when their own soldiers refused to continue, or simply went home. It wasn't the Abolitionists who put an end to slavery in America: it was the dogged and ingenious resistance of millions of slaves, fro

LA SFIDA DELLE PUSSY RIOT



Verrà pronunciato il 17 agosto il verdetto sulla punk band anti-Putin delle Pussy Riot. Lo ha dichiarato il giudice del tribunale di Khamovniki Marina Sirova a Mosca. Scopriamo queste ragazze russe in questa breve intervista rilanciata da Rainews24

venerdì 10 agosto 2012

Morto Carlo Rambaldi padre di ET e King Kong



Carlo Rambaldi, tre volte Premio Oscar per gli effetti speciali di King Kong, Alien e Et. Rambaldi, che aveva 86 anni ed era nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda (Ferrara), e' morto a Lamezia Terme (Catanzaro), dove viveva. Tra i numerosi altri film a cui ha collaborato vi sono anche Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) sempre di Spielberg, e Dune (1984), di David Lynch.