Powered By Blogger

lunedì 22 ottobre 2018

22 ottobre 1974 i funerali di Adelchi Argada


Studenti, operai, militanti ed anche rappresentanze istituzionali. Ci fu il Presidente della Giunta regionale Aldo Ferrara e Francesco Caruso per la Federazione CGIL. Una folla immensa, più di trentamila persone, di tutte le estrazioni sociali, si era riversata, dopo due giorni di lungo lutto, su Corso Numistrano. La gente già dalla prima mattina a fare la fila, in processione di fronte alla bara, di fronte alla mamma piangente, ai fratelli disperati, ai familiari e agli affetti lasciati, distrutti dal dolore, a manifestare solidarietà e cordoglio. Stretta attorno al Palazzo Municipale la casa lametina e la città oggi piange il suo figlio, figlio del suo popolo: Adelchi Sergio Argada, figlio del Sud, costretto ad emigrare negli anni della sua ‘meglio gioventù’.
Un ragazzo di vent’anni. Un proletario ucciso dai fascisti. Da ragazzo la mattina va a scuola, il pomeriggio in segheria per aiutare la famiglia.
Proprio il giorno del suo funerale, martedì 22 ottobre, il giovane compagno, operaio edile lametino, sarebbe dovuto partire per Modena e lavorare in un cantiere di quella città come altre migliaia di calabresi emigrati.
Argada è il frutto di un Sud sottosviluppato, clientelare, familista e notabil-politico, incarna l’archetipo dell’operaio di massa e il luogo comune, diffuso nella letteratura marxista, della connessione tra emigrazione e proletarizzazione. Ma nel meridione l’utopia si scontrerà con una realtà di sradicamento, stravolgimento sociale e pervasività mafiosa.
Nella Cattedrale dei S.S. Pietro e Paolo, di Papa Marcello II e Innocenzo IX, il rito funebre celebrato dal Vescovo della città Mons. Ferdinando Palatucci. A lato, davanti al Palazzo di Città, c’è ancora il palco messo su per il Festival dell’Avanti, sarà luogo da dove si terranno le orazioni funebri. A chiudere gli interventi è lo
…studente di sinistra Jovine il quale ha detto: “Conoscevamo Adelchi Argada come uno dei nostri migliori militanti, sempre schierato dalla parte degli oppressi. Bisogna capire perché è morto; era un operaio, uno dei tanti giovani costretto ad una certa età a lavorare perché per i proletari, per i figli dei lavoratori non esistono privilegi che sono di altri. Argada ha fatto una scelta, si è messo dalla parte di chi vuole una società diversa, non a parole, in cui lo sfruttamento sia abolito e il fascismo non possa trovare spazio…”
Infine il corteo ha accompagnato la bara lungo le vie della città, fino al cimitero. Di fronte al luogo del delitto il feretro, portato a spalle dei giovani compagni del morto, si e fermato.———Migliaia di braccia alzate a pugno chiuso hanno reso omaggio in silenzio.
Nel punto in cui il giovane è caduto colpito a morte, c’è una scritta: «Qui è stato assassinato il compagno Argada». Sul muro una gigantografia ne mostra il volto aperto, leale, di lavoratore … (S)
Il cronista locale sostiene la tesi della legittima difesa e non è tenero con la figura dell’ucciso.
Un giornale, di “certa stampa siciliana” molto vicina ad ambienti neofascisti bruciato a in migliaia di copie sulla piazza del delitto il giorno dei funerali  dai giovani compagni di Adelchi Argada.
“Tutti devono morire, ma non tutte le morti hanno eguale valore. La morte di chi si sacrifica per gli interessi del popolo ha più peso del Monte Taj”; era scritto su un manifesto scritto a mano ed affisso sul muro di un edificio accanto al Municipio di Lametia.
Memoria / non è peccato fin che giova.
Dopo / è letargo di talpe, abiezione / che funghisce su sé …

Eugenio MONTALE
Adelchi è uno dei morti della non memoria, della memoria mancata…Tra gli smemorati non vi sono solo i semplici voltagabbana del personale politico, di cui Lamezia abbonda… Coltivare la memoria è compito di una classe politica, disposta ad assumersi le proprie responsabilità. Comprendere le cause che hanno portato all’assassinio di Adelchi … significa abbandonare l’omertà sullepesanti condizioni di vita in cui sono costretti tanti nostri concittadini e i tanti migranti che la abitano… quella di Adelchi, non è una storia del passato…ma del presente.
A Milano, nel ’78, dopo quattro anni di iniziative e lotte gli dedicano una scuola. Istituto Tecnico per Geometri “Adelchi Argada.”
Il 18 ottobre 1994, a Lamezia, nel corso delle celebrazioni del ventennale, con una lettera ex studenti ed ex professori comunicano che, nel frattempo, una nuova docenza aveva cambiato idea intitolando l’istituto ad un ex sindaco di Milano (che già dava il nome ad altre quattro scuole milanesi) ma testimoniano anche ai lametini che il ricordo di Adelchi era ancora vivo, non conosceva né distanze, né tempo.

Nessun commento:

Posta un commento