giovedì 28 marzo 2013

I due marò, una farsa spacciata per dramma


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Senza pudore, tutto il nuovo parlamento si è mostrato incapace di reagire alla farsa orchestrata dal ministro degli Esteri Terzi in combutta con l’ala più sfacciatamente fascista del PDL: le sue dimissioni spettacolari non erano state discusse neppure col capo del Governo (che pagherà anche quest’ultimo smacco, conseguenza quasi inevitabile dell’aver scelto e spacciato come “tecnico” un mediocre fascistello), ed erano state preparate con la tribuna riempita con i familiari e i colleghi dei due marines assassini, presenti in divisa a nome del Cocer, che era già intervenuto inequivocabilmente nella vicenda. 
La parola più ricorrente in aula e sui media è stata “tragedia”, ma ci si riferiva sempre a quella delle famiglie dei due irresponsabili sparatori. Nessuno pensava ai due pescatori e alle loro famiglie. 
Molti commentatori hanno sottolineato l’incapacità dei “tecnici”. Ma Terzi era stato scelto da Monti in quota PDL, ben conoscendo il suo passato fascista e la sua ascesa al servizio della politica (aveva organizzato il famoso viaggio di Fini in Israele che aveva sancito l’alleanza con l’estrema destra sionista). Le sue forzature atlantiche sono state ricostruite efficacemente da Tommaso Di Francesco sul Manifesto. 
Che poi i due presunti tecnici, in rappresentanza per giunta della stessa area politica, si siano scontrati in aula, è un segno della profondità della crisi. Di Paola contro Terzi, che si scannino pure tra loro, sono entrambi nostri nemici… Una vicenda parallela e apparentemente diversa, il conflitto tra Caselli e Grasso, ci spinge a analoghe considerazioni sulla magistratura, all’interno della quale ci sono a volte lotte fratricide, ma più spesso prudenti adattamenti alle pressioni dei potenti. 
La campagna sui marò era stata preparata da tempo, come avevamo denunciato con pochi altri, ed è stata facilitata dalla complicità della pseudosinistra, incapace di fornire almeno qualche dato per smontare la retorica, gli insulti razzisti e le balle (un’altra nave nell’area della sparatoria, pseudoperizie di pseudoperiti che non hanno mai messo piede in India, presunta minaccia di pena di morte, ecc.). Nelle telefonate a “Prima pagina” di RAI3 sono emerse perfino grottesche proposte di espellere tutti gli indiani che lavorano onestamente in Italia, senza capire che gli interessi italiani in India sono ben più grandi, e che la politica irresponsabile del governo li ha messi in pericolo, spingendo gli imprenditori che fanno buoni affari in quel paese a implorare da Monti una correzione di linea. 
Naturalmente non è una sorpresa la viltà e debolezza di tutto il centro sinistra (non solo delle componenti più organicamente legate all’imperialismo italiano), che non ha mai detto una parola contro le frenesie interventiste. Ma è triste constatare anche l’inadeguatezza dell’intervento di Alessandro Di Battista a nome del gruppo M5S: la sua denuncia è rimasta sul generico, ed è caduto nella trappola delle mistificazioni della destra: ha mostrato di credere alla favola della minaccia di pena di morte per i due marò. Non c’è stata nessuna denuncia dello scandaloso intervento dei “nostri” militari a protezione di armatori privati. Una trovata, non a caso, del fanatico ex ministro della Difesa Ignazio Larussa, che ovviamente voleva accontentare la sua clientela di fascistoni allevati nei corpi speciali offrendo loro un lavoretto non pericoloso pagato 500 euro al giorno… 
Spero che nel caso di Di Battista si tratti solo di inesperienza e di una documentazione ricavata frettolosamente da Wikipedia, e non di un rapido adattamento al clima generale di un parlamento screditato da lunghe pratiche di servilismo al potere reale (che è fuori del parlamento). Non solo quello precedente, a cui alludeva nella sua timida rettifica Battiato: il malcostume di mettersi in vendita era presente in molte, moltissime legislature, e non solo nel parlamento italiano, ma sia pur con differenze di stile nella maggior parte dei parlamenti borghesi. Mi dispiace che Franco Battiato, con una forzatura volgare e sessista (caro Battiato, ma Scilipoti, De Gregorio, Fini, Mastella, Casini, ecc., di che sesso sono?) abbia indebolito la sua denuncia, che nella sostanza è condivisa da moltissimi concittadini. È mi dispiacerebbe ancor più se domani dovesse pagare solo lui.






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