giovedì 28 marzo 2013

Ferrara: provocazione del coisp contro Patrizia Aldrovandi


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Ennesima provocazione dei sindacalisti del coisp sotto le finestre dell’ufficio dove lavora Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il giovane ucciso dalle botte di quattro poliziotti che il ‘sindacato’ di polizia continua a difendere.
Di tutta la variegata galassia sindacale della polizia di Stato, il coisp è la sigla che conta di meno. Per questo motivo i suoi dirigenti cercano visibilità con ogni mezzo, attraverso qualsiasi iniziativa la loro organizzazione riesca a concepire.
Da un po’ di tempo hanno deciso di concentrarsi su Ferrara e sulla vicenda Aldrovandi, e pur di ottenere qualche rigo in cronaca non esitano a sfruttare sfacciatamente la morte di Federico e a insultarne la memoria. Oltre che la madre.
Dopo il camioncino da ferramenta in giro per Ferrara, con il quale portavano la loro solidarietà ai quattro poliziotti che hanno massacrato di botte il 18enne ferrarese – e che sono stati condannati – dopo il presidio con tanto di applauso presso l’aula di tribunale dove si decidevano le sorti di Enzo Pontani, l’ultimo dei quattro per i quali il giudice ha deciso l’ingresso in prigione, questa mattina gli esponenti del Coisp hanno organizzato un sit-in direttamente sotto l’ufficio di Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, impiegata presso il comune di Ferrara.
Si sono radunati in tarda mattinata in Piazza Savonarola e hanno srotolato i soliti striscioni di solidarietà ai quattro colleghi condannati. Una sfida. Una vera e propria provocazione che denota arroganza e insensibilità. Oltre che il ruolo ambiguo e assai poco sindacale di certe sigle il cui scopo principale sembra essere più quello di difendere l’impunità delle divise che si macchiano di crimini e abusi piuttosto che quello di difendere i diritti di chi lavora onestamente. Da qui la continua ricerca dello scandalo, della provocazione, della polemica.
Una provocazione così sfacciata, quella messa in scena stamattina sotto gli uffici di Patrizia Aldrovandi, che è intervenuto anche il sindaco di Ferrara, Tagliani, nel tentativo di far spostare i sindacalisti. Ma per tutta risposta è stato spintonato da uno dei poliziotti presenti e si è preso pure del ‘maleducato’ dall’europarlamentare di destra Potito Salatto. 
Con grande coraggio e dignità, oltre che sofferenza, Patrizia Moretti ha deciso di scendere in piazza per esporre, con l’aiuto di due colleghe, la gigantografia del figlio martoriato.
Dopo gli insulti di rito da parte di un’anziana passante che urlava a Patrizia “vergogna, non l’hanno fatto apposta”, i poliziotti del Coisp si sono ammutoliti ed hanno abbassato lo sguardo. In silenzio. Così come dovrebbero rimanere, di fronte alla enorme e ingiustificata sofferenza generata dai loro colleghi responsabili della morte del giovane ferrarese e di tanti altri inermi e innocenti cittadini.



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