sabato 30 marzo 2013

Ferrara. In 4mila a fianco di mamma Patrizia in ricordo di Federico.


Ferrara. In 4mila a fianco di mamma Patrizia in ricordo di Federico.

In tanti, circa 4mila persone provenienti anche da fuori città e da altre regioni si sono stretti attorno a Patrizia Moretti dopo la vergognosa provocazione del sindacato di polizia Coisp.
Tante famiglie, semplici cittadini e anche gli studenti del Collettivo Sancho Panza di Ferrara hanno affollato piazza Savonarola per affermare che la morte di Federico è stata un omicidio commesso da poliziotti in servizio.
Patrizia nel suo intervento ha voluto anche ricordare le molte vittime della violenza dei servitori dello stato che troppe volte sono rimaste impunite. “Noi non siamo assassini!”
Ferrara ha deciso così di rispondere alle provocazioni del Coisp, il sindacato di polizia autore tramite alcuni suoi affiliati di un gesto squallido come quello di posizionarsi sotto l’ufficio di Patrizia, la madre di Aldro, al fine di chiedere l’impunità per gli assassini del figlio.
In quella stessa piazza, sotto il Comune, si è tenuto oggi un presidio partecipatissimo e determinato da persone di tutte le età. #stopthecoisp recitava lo striscione principale, con la folla a salutare con commozione e rabbia le parole dei genitori di Federico, Lino e Patrizia, che hanno preso parola brevemente verso le 18.
Un presidio che si è riempito anche della presenza degli studenti delle scuole superiori ferraresi, dei tifosi della Spal, “Noi per sempre al fianco della famiglia Aldrovandi!” “La nostra memoria è la vostra condanna! Aldro Vive!” erano alcuni degli striscioni, accompagnati con canti e cori in memoria di Federico.
Una bella giornata di ricordo attivo di Federico, solo uno dei tanti casi di brutalità e violenza poliziesca di questo paese. La stessa Patrizia Aldrovandi si è detta stupita della presenza così ingente di persone al presidio,a cui erano presenti anche Ilaria Cucchi, Domenica Ferulli, Lucia Uva.
Ovvero altre vittime di una violenza sentita due volte da chi, come Patrizia, da otto anni subisce anche l’infamia del tentativo di voler cancellare la memoria dei fatti di quel 25 settembre. Le parole recentissime di Giovanardi a LaZanzara sono infatti l’ennesimo simbolo di questa doppia violenza, che oggi Ferrara ha voluto però fortemente rispedire al mittente.


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