giovedì 20 ottobre 2016

Adelchi Argada 1953 -1974 - Hanno ucciso un ragazzo di vent'anni...





Sergio Adelchi Argada, giovane operaio militante del ”Fronte Popolare
Comunista Rivoluzionario Calabrese” (FPCR) viene barbaramente ucciso, il
20 ottobre 1974, a colpi di pistola dai fascisti Michelangelo De Fazio e
Oscar Porchia.
Il primo studia Legge a Firenze, ragazzo di buona
famiglia conosciuto sia dai fascisti del posto che da quelli
dell’università toscana. Il secondo, anche lui studente, è un militante
del Movimento Sociale e per un paio d’anni è stato anche il segretario
del Fronte della gioventù di Lamezia.
Oltre a Sergio, nell’agguato
squadrista rimangono feriti altri quattro giovani operai che sono con
lui (fra cui il fratello Otello).La mattina del 20 ottobre, di fronte al
Comune di Lamezia, ci fu una manifestazione nell’ambito del Festival
Provinciale dell’Avanti. Nella notte, scritte fasciste ingiuriose sui
muri avevano provocato tensioni; fino ad arrivare alle mani, spinte,
minacce: la questione però era destinata a non finire lì.
Fu infatti
alle 15.30 di quella domenica di ottobre che, i fratelli Argada,
accompagnati dai fratelli Morello, incontrarono sulla strada di ritorno
dallo stadio cinque camerati. A rivolgersi ai fascisti ci pensò Giovanni
Morello, disgustato dalla vigliaccheria dimostrata da questi personaggi
solo ventiquattro ore prima, quando avevano picchiato il fratello più
piccolo, quattordici anni appena.
E quattordici furono anche i colpi
che riecheggiarono per le strade di Lamezia; quattro mortali
indirizzati al giovane Adelchi, intervenuto per proteggere e aiutare
l’amico ferito da un colpo alla gamba.Il giorno dei funerali, trentamila
furono le persone che scesero in piazza per salutare Sergio Adelchi
Argada. La cattedrale non bastò a contenerli tutti e, per le orazioni,
venne utilizzato il palco della festa de ”L’Avanti”, ancora montato
nella piazza del Municipio per il concerto della sera precedente.

Jovine, uno studente, parlò a nome dei ragazzi di Lamezia: “Conoscevamo
Adelchi Argada come uno dei nostri migliori militanti, sempre schierato
dalla parte degli oppressi. Bisogna capire perché è morto; era un
operaio, uno dei tanti giovani costretto a una certa età a lavorare
perché per i proletari, per i figli dei lavoratori, non esistono
privilegi che sono di altri. Argada ha fatto una scelta, si è messo
dalla parte di chi vuole una società diversa non a parole, in cui lo
sfruttamento sia abolito e il fascismo non possa trovare spazio”.

Arrestati, gli assassini di Adelchi Argada ebbero dalla loro parte
soltanto una pretestuosa tesi di legittima difesa. Una posizione che più
di qualche giornale conservatore fece propria e diffuse con forza. Nel
caso di Oscar Porchia e Michele De Fazio sostenere di avere sparato per
difendersi non funzionò: imputati di omicidio, dopo aver ottenuto di
spostare la tesi processuale a Napoli, nel 1977 furono condannati
rispettivamente a quindici anni e quattro mesi e a otto anni e tre mesi
di reclusione.

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