domenica 13 maggio 2012

Documenti: Il '68 - Il Maggio Francese (v./5)



1968 – Il cortile della Sorbona viene occupato da 400 manifestanti che si riuniscono senza alcuna violenza. L’Università viene sgomberata con un aggressivo intervento della polizia, che arresta qualche centinaio di studenti. L’intervento delle forze dell’ordine è vissuto assai male dagli studenti, che si credono garantiti dagli statuti universitari. La reazione è immediata e violenta (lanci di sampietrini e poi barricate). Le manifestazioni riprendono dopo l’annuncio delle condanne al carcere degli arrestati, e cominciano a fiorire gli slogan libertari.
Ebbe così inizio il Maggio Francese, una quasi-rivoluzione, che dalle università si estese alle fabbriche, facendo scricchiolare la Quinta Repubblica. Fu il clou del Sessantotto europeo, quell’eterogeneo movimento giovanile che attraversò mezzo mondo, segnando un’intera generazione. 
La situazione precipitò subito: il 7 e l’8 grandi cortei attraversarono Parigi; il 10 nel Quartiere Latino sorsero barricate e per tutta notte le vie divennero un campo di battaglia, con centinaia di feriti. Il giorno 13 la rivolta toccò l’apice: mentre un manipolo di studenti occupava la Sorbona, 800mila scioperanti bloccavano Parigi, sfilando al grido di “Ce n’est qu’un debut, continuons le combat” (”È solo l’inizio, continuiamo la lotta”).
Ormai il “maggio” non era più solo una rivolta di studenti: la protesta universitaria si era saldata con vertenze contrattuali di varie categorie, creando una miscela esplosiva che sfuggiva di mano anche alla Cgt, la Cgil francese. Fuori Parigi si moltiplicavano le fabbriche occupate: il 14 erano solo due, a Nantes e in Lorena; ma il giorno dopo divennero 50, sparse in tutto il territorio nazionale. Il 20 fu occupato anche il porto di Marsiglia. E il 21, mentre alla Sorbona parlava Jean-Paul Sartre, un nuovo sciopero coinvolse ben 7 milioni di persone.
Poi il vento cambiò, i cortei si assottigliarono e in piazza cominciò a scendere tutta un’altra Francia, quella che chiedeva normalità. Il giorno di svolta fu il 25, quando si registrarono i primi due morti dall’inizio degli scontri, un poliziotto e un manifestante. Il colpo di grazia arrivò il 26, quando i francesi si sentirono dire che la benzina doveva essere razionata, per le difficoltà di rifornimento create da scioperi e disordini. A questo punto De Gaulle sciolse il Parlamento e indisse nuove elezioni per il 23 giugno, che furono fatali alle sinistre. Fu la fine del “Maggio francese”.

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