lunedì 4 agosto 2014

Vicenza Maximulta agli Antifascisti, Jackson: “Non permetteremo altre case bruciate”


A pochi giorni dal decreto penale che ha colpito 18 attivisti per aver deviato il percorso del corteo del 30 novembre, lo storico portavoce dei centri sociali vicentini ricorda: “Nel ’94 per il corteo naziskin caddero questore e prefetto”
3 agosto 2014
“Non permetteremo che il nostro territorio cada di nuovo in mano alle bande di fascisti, come negli anni ’90. La difesa della Libertà non è una questione di ordine pubblico, è un dovere politico”.
Così Olol Jackson, storico portavoce dell’antagonismo vicentino, commenta, a bocce ferme, i 18 decreti penali che hanno colpito altrettanti attivisti (tra cui lui stesso) per i fatti del 30 novembre, quando il corteo degli anti fascisti venne a contatto con le forze di polizia, in un tratto non autorizzato. La sanzione, complessivamente, supera i 100mila euro e le accuse sono di resistenza a pubblico ufficiale e trasgressione degli ordini della questura. La manifestazione era stata convocata, ed appoggiata dalla sinistra radicale vicentina, per protestare contro il corteo regionale del partito di estrema destra, Forza Nuova.
“Che abbiano cambiato nome non ci inganna certamente – prosegue Jackson – Sono sempre gli stessi: xenofobi, fomentatori d’odio e violenti, sia nelle parole che nei gesti. Non sarà certo un decreto penale (ndr: che verrà comunque impugnato) a scalfire i nostri valori, o farci fare un passo indietro. Vorrei ricordare che, nel ’94, dopo una manifestazione simile, organizzata dal Veneto Front Skin Heads, saltarono questore e prefetto a Vicenza. E ora lo Stato ci multa? E’ assurdo”. All’epoca, il raduno venne stigmatizzato da tutte le forze politiche, incluso Gianfranco Fini.
“La nostra provincia non tornerà ad essere teatro di fatti abominevoli, come l’incendio appiccato ad una casa di migranti, nel ’93 a Valdagno. Prima i “negri”, adesso gli “zingari”: la storia è sempre quella, la caccia alla minoranza. Ora, a causa della crisi – riflette Jackson – Trovano terreno più fertile: difficoltà e disoccupazione abbrutiscono le persone. Ma non si illudano: ci saranno sempre migliaia di persone a bloccare la loro strada di odio e intolleranza”.

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