sabato 23 agosto 2014

Il caso di Presley e Zeno


La Procura di Padova rinvia a giudizio per calunnia,oltraggio e lesioni chi ha subito la violenza delle forze dell'ordine ed ha osato denunciare pubblicamente gli abusi.

Padova: chi denuncia l’abuso di polizia è denunciato per calunnia, la sospensione dei più elementari diritti civili, quello all’integrità fisica, al rispetto della persona in quanto cittadino, vengono legittimati dalla chiusura delle indagini istruttorie su 2 fatti di ordinaria follia securitaria, che hanno avuto una vasta risonanza mediatica ed una pronta mobilitazione di movimento.
E’ di questi giorni la notizia che due degli episodi più noti di abusi di polizia verificatisi pochi mesi fa a Padova saranno oggetto non di un processo agli agenti della municipale o di polizia che se ne sono resi protagonisti ma, al contrario, nei confronti di chi ha avuto l’ardire di denunciare pubblicamente l’avvenuto.
Così sia Presley, il nigeriano da 20 anni residente a Padova pestato dopo un controllo del biglietto, sia Zeno, lo studente attivista di movimento “energicamente” prelevato dal reparto mobile ad una fermata del tram, si trovano accusati, com’è ordinario,  di  resistenza a pubblico ufficiale, lesioni , oltraggio, ma anche di calunnia.
La Procura della Repubblica patavina ha rapidamente concluso le indagini, affidate agli stessi corpi di polizia cui appartengono gli agenti denunciati : nel caso di Presley, dalla polizia municipale, nel caso di Zeno, dalla polizia di stato.
Chi controlla i controllori? Di certo non la Procura, che neanche per un momento si permette il lusso di dubitare sulla veridicità delle relazioni degli stessi agenti protagonisti degli episodi, al punto di far svolgere gli accertamenti  agli stessi soggetti (o ai loro colleghi ).
Il fascino della divisa si sta diffondendo … messaggio chiaro ed inequivocabile in una città dove una giunta intollerante sta improntando la vita quotidiana di tutti i soggetti indesiderati: stranieri, mendicanti o meno, principalmente ed in prima battuta, ma anche attivisti ed associazioni, senza guardare in faccia nessuno, dai centri sociali ai “beati costruttori di pace”.
Il pugno di ferro della giunta si fonda proprio sull’uso-abuso della forza e sul silenzio complice sulle azioni di polizia. C’è ancora chi denuncia gli abusi? Chi documenta l’arresto di  un mendicante senza una gamba ammanettato a terra ? Chi denuncia  per istigazione a delinquere un assessore che consiglia caldamente di abusare dei propri poteri alla polizia municipale che dirige ?
Sappiatelo: non è gradito anzi viene intimidito dai diretti interessati e non solo, così come la chiusura dell’attività istruttoria ce lo ricorda.

Nessun commento:

Posta un commento