giovedì 14 novembre 2013

Lampedusa a Padova: la conferenza stampa





E’ trascorso poco più di un mese dalla strage di Lampedusa e, al di là del cordoglio per i tanti morti, il nostro sguardo ha bisogno di spostarsi verso chi è sopravvissuto, perché non sia abbandonato.
Per loro, così come altre migliaia di rifugiati in Italia, si apre un futuro incerto, difficile, travagliato.
E’ una storia che conoscono bene gli attivisti dell’Associazione Razzismo Stop e delle altre che con loro si sono battute al fianco dei rifugiati, a partire dalle vicende di centinaia di persone che in questi anni hanno trovato rifugio nei locali di via Gradenigo 8 a Padova.
Oggi la situazione del centro di accoglienza è nuovamente esplosiva, perché esplosivo è il contesto dell’accoglienza in Italia e a Padova.
In questi lunghi mesi trascorsi non si è mai fermata la ricerca di soluzioni, anche aprendo un confronto con l’amministrazione comunale offrendo una collaborazione gratuita affinché i rifugiati, in via Gradenigo o altrove, fosse garantita un’accoglienza degna.
Ma così non è stato.
Ed ancora oggi nei locali del quartiere Portello si trovano circa 50 persone.
Non si tratta di un fatto episodico, neppure di un “residuo” di persone in “sovrappiù” da sistemare. Perché la crisi economica, l’inverno incombente, i tanti scenari di conflitto che interessano il Medio-Oriente così come il continente africano, dalla Siria all’Egitto, dalla Somalia alla Libia, ci raccontano di un domani, che è anche il nostro presente, in cui l’esigenza di costruire spazi e progetti di accoglienza risulta essere una vera urgenza: una necessità strutturale.
Tutte le ricerche svolte sul tema da autorevoli organizzazioni ed enti, così come dall’Unione Europea, denunciano l’insufficienza e l’inadeguatezza del sistema di accoglienza italiano. Quella realizzata da ASGI, insieme ad A.I.C.C.R.E, Caritas Italiana, Communitas Onlus, Ce.S.Pi, dal titolo Il diritto alla protezione, per esempio, rileva che solo il 32,4% dei rifugiati trova un luogo dove stare.
La storia di quel restante 67,6% è quella di chi, come a Padova, è costretto a trovare sistemazioni di fortuna. Lo dimostra il crescente numero di persone che raggiungono la sede di via Gradenigo. 12 etnie diverse, alcuni di loro hanno raggiunto le nostre coste da pochi mesi, qualcuno è arrivato solo 10 giorni fa in Sicilia, altri invece tornano dai viaggi nel cuore dell’Europa, da altri stati in cui hanno cercato fortuna ed invece sono andati incontro alle gabbie di Dublino, una parte consistente rappresenta il fallimento del piano per l’emergenza nordafrica,
E’ troppo facile insomma piangere i morti per poi abbandonare i sopravvissuti, guardare alle stragi che accadono altrove mostrando cordoglio per poi chiudere gli occhi di fronte alla realtà che si materializza davanti ai propri occhi, quella non mediata dalle telecamere, quella che bussa direttamente alla porta e si materializza nelle strade. C’è insomma chi chiude gli occhi quando Lampedusa è a Padova.
Per questo l’Associazione Razzismo Stop invitia tutte le associazioni, le organizzazioni, i collettivi ed i cittadini ad essere al fianco dei rifugiati giovedì 14 novembre 2013, alle ore 16.30 davanti a Palazzo Moroni, per chiedere risposte alle istituzioni cittadine.

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