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venerdì 31 agosto 2012

Brescia antifascista respinge Casapound. Domani presidio


Brescia antifascista respinge Casapound. Domani presidio













Importante mobilitazione antifascista, a Brescia, contro il tentativo di "insediamento" di Casapound, che vorrebbe aprire un "covo" in zona.

Comunicato stampa della Rete Antifascista
Casa Pound: aggressioni e assassinii
I fascisti di sempre, dopo aver perpetrato aggressioni in tutta Italia (l'ultima delle quali, solo in ordine cronologico, il 14 luglio scorso a Viterbo, nei confronti di Filippo Rossi, stretto collaboratore di Gian Franco Fini, direttore del quotidiano on-line “Il futurista” e di un festival letterario denominato “Caffeina”) e assassinii (il 13 dicembre 2011 a Firenze, GianLuca Casseri, militante dell'organizzazione fascista, spara contro alcuni lavoratori senegalesi uccidendone due e ferendone altri tre) tentano di ricostituire anche in provincia di Brescia (dopo essere stati cacciati da via Apollonio) una base per organizzare simili iniziative.
Sabato 1 settembre, il capo-banda GianLuca Iannone (pluricondannato), vorrebbe inaugurare un 'covo' a S. Vigilio di Concesio.
Per impedire e chiudere subito questo avamposto di aggressioni antidemocratiche
PRESIDIO ANTIFASCISTA

Brescia antifascista respinge Casapound. Domani presidio:

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Intervista minatore Carbosulcis Nuraxi Figus 30 08 12

giovedì 30 agosto 2012

Poveriera Italia, intervista ad Antonio Mazzeo

Immigrati stagionali in Piemonte"Abitazioni peggio che a Rosarno"



Nelle campagne di Saluzzo, provincia di Cuneo, sono centinaia i braccianti africani impiegati nella raccolta della frutta. Nonostante siano in regola coi documenti, molti di loro dormono sui cartoni in un parco in condizioni estreme: "Come a Rosarno"

mercoledì 29 agosto 2012

#OCCUPYBIENNALE SUPPORT PUSSY RIOT 29/08/2012 VENEZIA




BLITZ AL PADIGLIONE RUSSO NEI GIARDINI DELLA BIENNALE DI ARCHITETTURA.
Occupy Biennale in solidarietà alle Pussy Riot

Cindy Corrie speaks to Al Jazeera #RememberRachel

Libero Grassi imprenditore ucciso dalla Mafia



“Non sono pazzo, non mi piace pagare. Io non divido le mie scelte con i mafiosi”. È l’11 aprile 1991 e in diretta tv Libero Grassi, industriale tessile proprietario della Sigma di Palermo, racconta la sua vicenda d’imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo alla mafia. Il caso varca i confini della Sicilia e diventa di dominio nazionale.Il 29 agosto alle 7.30 muore in un agguato per mano di Salvo Madonia, figlio del boss del quartiere San Lorenzo. Lo ammazza perché può essere un “cattivo esempio” per gli altri commercianti. Potrebbero alzare la testa anche loro. Libero Grassi quella mattina di vent’anni fa viene ucciso due volte: da Cosa nostra e dall’indifferenza dei suoi colleghi imprenditori. Lo hanno lasciato solo e sopportato con fastidio.Poi arriva il 1992, con le stragi di Capaci e via D’Amelio. L’indignazione popolare divampa. Per un po’ la reazione sembra sopita ma gradualmente i commercianti palermitani escono dall’angolo, si alleano e seguendo l’esempio di Libero Grassi denunciano gli estortori. Nasce Addio Pizzo e poi l’associazione antiracket Libero Futuro. Ci sono i processi e le condanne. La strada è in salita, ma ormai non si può più tornare indietro.Il seme della ribellione di Libero Grassi è germogliato. Perché se “un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, un popolo che ritrova la sua dignità è più forte di qualsiasi mafia