Nessuno è come sembra, ma dobbiamo mantenere le apparenze per sopravvivere
martedì 23 aprile 2019
mercoledì 10 aprile 2019
venerdì 5 aprile 2019
SALO’: REVOCARE LA CITTADINANZA ONORARIA A MUSSOLINI NEL COMUNE SIMBOLO DELLA RSI
Il consiglio comunale di Salò sarà chiamato nei prossimi giorni ad esprimersi sulla richiesta di un consigliere di opposizione Stefano Zane a nome della sua lista Scelgo Salò, di revocare la cittadinanza onoraria che il commissario prefettizio con un decreto conferì a Benito Mussolini.
La vicenda assume un particolare risalto
simbolico-politico perchè il comune gardesano è considerato, vedremo se
a torto o a ragione, la capitale della Repubblica sociale italiana,
costituita dal Duce su volere di Hitler dopo l’armistizio firmato dal
Regno d’ Italia con gli Alleati l’8 settembre 1943.
Ma ha senso togliere la cittadinanza
onoraria a Mussolini dopo così tanti decenni e considerato che le
amministrazioni dopo la Liberazione , anche guidate da ex partigiani,
non l’hanno fatto?
Questa discussione potrebbe presto
interessare anche la città di Brescia, dove non è ancora chiaro se il
duce abbia ancora la cittadinanza onoraria datata 1924 o se questa sia
stata cancellata dal sindaco della Liberazione Ghislandi.
Abbiamo sviscerato la questione in una
trasmissione, allargando la riflessione ad altri aspetti: le reazioni
scatenatesi, le attività del Centro studi sulla Repubblica sociale di
Salò e della sezione a questa dedicata del Museo cittadino, Musa; del
rischio che Salò diventi la Predappio del Garda e dell’eredità lasciata
dall’esperienza della Rsi nella zona del lago e nella provincia
bresciana; ci siamo avvalsi dei contributi di Stefano Zane, consigliere comunale con tradizione famigliare partigiana e antifascista; di Antonio Bontempi presidente dell’Anpi medio Garda e di due storici, studiosi del fascismo e della Resistenza: Mimmo Franzinelli e Paolo Corsini, ex sindaco di Brescia Ascolta o scarica
Bologna, 6 aprile. Contro il razzismo di governo: Manifestazione delle/dei migranti
Migranti e richiedenti asilo, donne e uomini, non è più tempo di avere paura. È tempo di manifestare contro il razzismo del governo che ci vuole clandestini e sfruttati. È tempo di scendere in piazza contro la legge Salvini e la sua applicazione:
- Non vogliamo più aspettare mesi per avere risposte dalla commissione territoriale. Non accettiamo dinieghi dopo le persecuzioni e le violenze subite nei paesi di provenienza e durante il viaggio. Non accettiamo dinieghi mentre siamo sfruttati nei magazzini e nelle cooperative, spesso in nero o con contratti brevi tramite agenzie interinali, attraverso tirocini o lavori non pagati.
- Non accettiamo che il permesso di soggiorno sia un ricatto contro le donne migranti che, dopo aver subito violenze lungo il viaggio, sono esposte a molestie nelle strutture d’accoglienza, nelle case, nei magazzini e in altri luoghi di lavoro.
- Non accettiamo che il Comune neghi la residenza: vogliamo avere accesso ai servizi sociali e alla sanità. Non accettiamo la chiusura dei CAS: non vogliamo finire nel centro regionale di via Mattei oppure per strada perché nessuno affitta ai migranti.
- Non accettiamo l’allungamento a quattro anni dei tempi per ottenere la cittadinanza. Non accettiamo che siano concesse sempre meno carte di soggiorno. Rifiutiamo il ricatto della legge Bossi-Fini che impone ogni anno di dimostrare di avere una casa, un lavoro e un reddito sufficiente.
Mentre progetta di aprire nuovi centri di detenzione ed espulsione, questo governo razzista vuole trasformare i richiedenti asilo in forza lavoro usa e getta, senza diritti e con salari sempre più bassi, come i migranti che vivono da anni in questo paese. Per questo vogliamo per tutte e tutti, migranti e richiedenti asilo, un permesso di soggiorno, per muoverci liberamente e costruire una vita migliore!
Per la libertà dei/delle migranti!
Sabato 6 aprile, ore 16
Piazza Nettuno (Piazza Maggiore) – Bologna
Per info e adesioni: coo.migra.bo@gmail.com ; 3275782056
Coordinamento Migranti – Arci Bologna - Asahi Modena – Ass.ne senegalese Chaikh Anta Diop – Ass.ne Guineana dell'Emilia-Romagna - Ass.ne lavoratori marocchini – Ass.ne Eritrea democratica – Ass.ne Sopra i Ponti – Associazione Studenti Migranti UNIBO - Centro di Salute Internazionale e Interculturale - Circolo Anarchico Berneri - Comunità Pakistana Bologna – Diaspora Africana Modena – Diaspora Ivoriana d’Emilia Romagna – Laboratorio Smaschieramenti - Pratello R'Esiste -Scuola Italiano Aprimondo - Si Cobas - Sokos - Unione Sindacale Italiana - Vivere insieme in pari dignità
Simone di Torre Maura
Gli si crea subito una folla intorno, ma lui non si fa intimidire. Nella voce, che trema appena, c'è la consapevolezza di stare andando controcorrente, una corrente fascista e carica di odio che non lo attacca subito forse solo perché stupito della sua giovane età, e del suo coraggio.
Simone ha solo 15 anni e davanti a lui ci sono gli esponenti di Casapound. Siamo a Torre Maura, da ieri sera un campo di battaglia per l'arrivo di 70 famiglie rom ospitati dal centro di accoglienza di via dei Codirossoni.
Casapound è arrivata quasi subito, cavalcando la protesta, alzando cori razzisti e aizzando le persone a dire bestialità come "bruciateli vivi". Bruciare vive quelle famiglie, quei bambini, chiamati 'scimmie' e prese a sassate e sputi. Scene da Medioevo.
Simone ha solo 15 anni, ma il cuore e il cervello maturi al punto da capire dove sta la verità: "questa gente è trattata come merce, nessuno deve essere lasciato indietro".
"È sempre la stessa cosa, quando ti svaligia casa un rom tutti dobbiamo andargli contro, se lo fa un italiano allora stiamo tutti zitti. Si va sempre contro la minoranza, a me non mi sta bene".
Casapound gli risponde, cerca di sminuirlo: "sei uno su cento, solo tu pensi queste cose".
"Almeno io penso" risponde Simone, "almeno io non mi faccio spingere dalle cose vostre per raccattare voti". "E perché" lo aggredisce Casapound, "quelli della tua fazione politica non ci vengono qui?". "Io non ne ho fazione politica, io so de Torre Maura, tu di dove sei?" attacca Simone, che inizia a scaldarsi, prima che una donna lo tiri via, attaccando i giornalisti: "non potete riprenderlo, è minorenne". #torremaura#antifa #apiazzaleloretoceancoraposto#fuckfascism #norazzismo
martedì 1 gennaio 2019
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